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COMUNICATO FNP-CISL RAVENNA SUI BILANCI COMUNALI

 

Ravenna 6 febbraio 2004

Si sta concludendo nel nostro territorio la stagione della presentazione dei bilanci comunali preventivi 2004, di cui il capitolo della spesa sociale è quello che ci interessa di più.

In genere si osserva che il livello di spesa del 2003 viene mantenuto inalterato e ciò è certamente positivo di fronte ad una riduzione dei trasferimenti dal livello nazionale prevista dalla Finanziaria ( il Fondo Sociale Nazionale è diminuito del 3,5%, rispetto al 2003 ) , stante anche il blocco della addizionale comunale Irpef.

Se si analizza invece il rapporto tra spesa sociale e necessità della popolazione, il giudizio si modifica, dal momento che alcune dinamiche fondamentali sono state ignorate dagli estensori dei bilanci.

Facciamo alcuni esempi per vedere se si tratta del classico bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno.

A Ravenna è stato recentemente raggiunto ( a Faenza e a Lugo lo sarà a breve ) un accordo innovativo sul regolamento di accesso alle prestazioni sociali che giustamente aumenta alcune fasce di esenzione dal concorso alle spese; ma resterà lettera morta se, come sembra, per ora non c’è un adeguato finanziamento nei bilanci comunali.

Il discorso dell’assistenza domiciliare ai non autosufficienti, che non è solo una questione sanitaria e che ha natura di investimento sociale in quanto ha lo scopo di ridurre il ricorso alla struttura pubblica , resta sottodimensionato rispetto alle esigenze se non si sostiene con ulteriori investimenti specifici di settore provenienti non solo da Roma o da Bologna, ma anche dalle casse locali.

I Presidenti delle Ipab affermano che i costi gestionali delle loro strutture sono aumentati dell’8% e quindi vorrebbero aumentare di conseguenza le rette di ricovero; se questo è vero per le Ipab lo è anche per le altre forme assistenziali e per le famiglie che hanno in casa disabili da assistere..

Il costo della vita, quello per l’alimentazione, l’affitto, le utenze domestiche, ecc. ha subito un aumento reale nell’ordine del 6%, mentre le pensioni sono aumentate del 2,4%; è evidente che in questa situazione i casi di indigenza crescono anche da noi e l’Ente locale non può ignorare queste situazioni.

Di fronte a queste pochi esempi è evidente che il semplice mantenimento dei livelli di spesa del 2003 da parte dei Comuni viene ritenuto dai Pensionati Cisl una insufficiente presa di coscienza delle aspettative e delle esigenze.

Il popolo dei pensionati, e degli anziani in genere, non solo non è più in condizione di produrre risparmio, ma sta consumando il piccolo gruzzolo messo da parte per la vecchiaia in cure sanitarie, assistenziali, vitto, alloggio e servizi pubblici; per gli stessi motivi aumentano quelli che vendono o conferiscono a enti assistenziali la casetta costruita in anni di sacrifici.

Anche questa è una spesa sociale che viene sostenuta in silenzio dalle famiglie e non compare nei bilanci comunali.

Certamente i Sindaci devono fare delle scelte di priorità e distribuire con equilibrio le risorse; ma bilanci comunali che non tengono conto delle dinamiche accennate non ci convincono e non ci soddisfano.

Sulle risorse la Fnp-Cisl pensa ad esempio che un parte dei proventi di Hera , che tra l’altro ha prodotto aumenti ingiustificati per gli anziani della tariffa per la raccolta rifiuti, e degli ingenti oneri di urbanizzazione incassati da alcuni comuni debbano implementare il bilancio sociale della collettività.

E’ vero anche che le situazioni comunali non sono uniformi nella provincia e che i piccoli comuni e quelli collinari hanno oggettivamente maggiori difficoltà, ma quello che non ci rende critici è soprattutto la immutata mentalità di privilegiare le esigenze di bilancio rispetto alla realtà e di considerare la spesa sociale come una distruzione di ricchezza e non come un investimento necessario per mantenere in piedi una società civile sempre più a rischio di destabilizzazione.

Franco Andrini, Segretario provinciale Fnp-Cisl