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LETTERA APERTA ALL’HERA

Quando una bolletta ha troppi numeri difficilmente l’utente è in grado di capire.

Questo è quanto sta accadendo per la bolletta dell’acqua emessa in questi giorni dall’HERA.

I cittadini vengono alla nostra Associazione per capire ciò che dovrebbe essere facile capire senza bisogno d’intermediari.

Considerato che le bollette fino ad ora inviate dall’AMF erano semplici e comprensibili per quale ragione si sono andate a complicare le cose?

Lo strano è che ci troviamo di fronte ad una bolletta con molti più numeri, ma meno informazioni. Ci si deve scusare, ma viene il dubbio che ci sia la volontà di non far capire all’utente cosa deve pagare.

Alcuni esempi significativi, che dimostreranno quanto sia giustificato il disagio dell’utente.

Premettiamo che speriamo di non incorrere in errori, perché anche per noi è difficile capire.

Le fasce di consumo; erano estremamente chiare nelle vecchie bollette. Non appaiono più. Forse perché è un consumo stimato? Ma anche fosse così, considerato che sono citati un certo numero di mesi e il costo delle fasce è molto diverso, perché non dire all’utente in che fascia sta consumando? Magari qualcuno potrebbe decidere di risparmiare. O non esistono più le fasce?

Quanto costa l’acqua oggi a Faenza? Nella bolletta non si capisce.

3 – Il nucleo famigliare non appare nella nuova bolletta. E’ importante che l’utente sappia quante persone ha in contratto, anche solo per ricordarsi degli eventuali dovuti cambiamenti.

4 – La voce "nolo del contatore" è diventata "quota fissa"? Già questa terminologia è più oscura e poi perché chi pagava uno o due euro per il nolo contatore, con la bolletta dell’HERA ne dovrà pagare più di 30? Oppure quota fissa vuol dire altro? La spiegazione che c’è stata data non è per nulla convincente.

Sempre quando si presenta al cittadino una bolletta incomprensibile è mancanza di rispetto, e se queste sono le innovazioni che ci arrivano con la nuova gestione, non c’è di che essere allegri. I nostri Amministratori dovranno farsene carico, perché gli utenti cominciano ad essere stanchi.

5 – Non si deve pretendere che i cittadini paghino entro il 2 febbraio bollette che sono arrivate il 29 gennaio.

6 – Non s’invitano gli utenti a presentarsi nei nuovi uffici di P.zza Baldassarri quando non c’è nessuno ad accoglierli.

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