FNP Nazionale
 

 

USCITA

Documento programmatico e di indirizzo delle Segreterie provinciali di

SPI/CGIL – FNP/CISL – UILP/UIL -  RAVENNA

per la gestione delle politiche negoziali  e socio-sanitarie

 

PREMESSA

Le segreterie provinciali dei sindacati pensionati di CGIL, CISL e UIL di Ravenna nell’impostare un programma di lavoro unitario, apprezzano e condividono i principi ispiratori della legge 833/1978 che istituisce il servizio sanitario nazionale, assumendo il diritto alla salute come valore universale, nonché della legge quadro 328/2000 che introduce una nuova cultura delle politiche sociali finalizzate alla promozione del benessere della persona e della famiglia.

Leggi diverse, ma legate dal comune obiettivo della centralità della persona e dell’affermazione piena dei diritti di cittadinanza.

Le legge regionali 5/1994 sulla tutela e valorizzazione delle persone anziane e 2/2003 per la promozione della cittadinanza sociale e   la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali, nonché il “Piano di azione per la comunità regionale” del 20 luglio 2004, impongono, anche alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e la progressiva destrutturazione del modello familiare patriarcale, agli enti locali di individuare e programmare   nuovi e diversi modelli di servizi alla persona integrati fra loro.

La legge Finanziaria 2004 è la terza  consecutiva  che ha operato tagli significativi ai fondi per le spese sociali e sanitarie. Le regioni, le province e i comuni sono chiamati a salvaguardare il livello delle prestazioni socio-sanitarie e della qualità della vita. Recenti ricerche dimostrano invece che è in atto un progressivo processo di impoverimento di parti sempre più consistenti della nostra società, cui si contrappone l’arricchimento di ceti che hanno potuto usufruire dei benefici derivanti dalle scelte politiche, in materia di fisco e di condoni, di questo governo.

E’ comune valutazione delle OO.SS. dei pensionati che il prossimo DPEF debba restituire alle regioni risorse sufficienti a garantire i L.E.A.S., e che non possa più essere rinviata l’approvazione della legge a tutela dei non autosufficienti.

La sfida per gli anni futuri sarà quella di saper progettare il cambiamento dello stato sociale con risposte di servizi adeguati ai reali bisogni di una popolazione in via di progressivo invecchiamento e in presenza di un tessuto familiare sempre più atomizzato.

Si riafferma  pertanto il territorio  come il  primo punto di contatto tra i servizi socio-sanitari e i cittadini. In tale contesto agli Enti Locali competono responsabilità che non possono essere delegate. Il ruolo del volontariato dovrà essere considerato come un valore aggiunto per accrescere qualità ed estensione dei servizi, ma non potrà assolvere ad un ruolo sostitutivo del pubblico.

Da qui deriva l’esigenza di individuare, anche a livello locale, priorità e programmi  condivisi, affermando l’identità, la competenza  e la specificità di rappresentanti dei pensionati, con specifica autonomia contrattuale, riconoscendo, nel contempo, alle confederazioni la regia della contrattazione sociale.

Le Segreterie di SPI – FNP – UILP territoriali ritengono che la pratica di corrette relazioni con tutti gli interlocutori, da realizzarsi con lo strumento della concertazione, sia indispensabile per il confronto con gli Enti Locali, l’AUSL e gli altri interlocutori, sia istituzionali che privati.

 

ENTI LOCALI:

 

PROTOCOLLI DI INTESA CON I COMUNI SULLE POLITICHE SOCIALI RIVOLTE AGLI ANZIANI

 Vanno individuati i Comuni con i quali sono da rinnovare i protocolli e quelli in cui è necessario effettuare una verifica per la corretta applicazione degli accordi in vigore.

In merito si indicano i seguenti punti prioritari:

-         qualificare la presenza degli anziani nel territorio come soggetti creativi ed attivi

nella famiglia e nella vita sociale e culturale, valorizzandone il ricco patrimonio della memoria e di esperienza e di conoscenza;

-         combattere l’isolamento, l’emarginazione e la solitudine anche promovendo rapporti intergenerazionali e sviluppando i rapporti di collaborazione e sinergie con il volontariato e l’associazionismo;

-         rafforzare il sistema dei servizi “Comune – distretto” e qualificarlo;

-         azioni positive: tradurre il tempo liberato in tempo utile e creativo, valorizzando gli anziani nella comunità di appartenenza, come forte energia da mobilitare sul terreno della solidarietà e dell’integrazione;

-         attività culturali ricreative motorie e vacanze anziani – programmazione di attività motorie (ginnastica per anziani) – promuovere cultura della salute (stile di vita)

-         vivibilità delle città – spazi urbani – superamento delle barriere architettoniche. (estensione di percorsi pedonali);

-         per i trasporti occorre rispondere alle esigenze di mobilità nel territorio delle persone anziane anche alla luce dell’accentramento dei servizi sanitari e istituzionali. Vanno sperimentate forme di trasporto a chiamata e di abbonamento agevolato dei trasporti pubblici  in fasce orarie di bassa densità di passeggeri.

 

In specifico si indicano i seguenti obiettivi:

1)          CONFRONTI SUI BILANCI: assieme alle confederazioni vanno impostate relazioni sindacali con i Comuni, tali da consentire un vero e proprio confronto con modalità e tempi adeguati, prevedendo l’acquisizione preventiva della documentazione. In tale contesto vanno approfonditi, sia i capitoli relativi alle risorse destinate alle politiche sociali, sia quelli relativi alla tariffazione delle utenze (Hera)

Affinché il confronto possa svilupparsi in modo compiuto, è indispensabile che i Comuni mettano a disposizione la specifica del bilancio sociale.

2)          REGOLAMENTI SU TARIFFE: le tassazioni locali devono dedicare particolare attenzione al tema delle agevolazioni per le fasce disagiate con particolare riferimento all’età e al reddito. (ICI – TARSU – TIKET ecc..)

Va realizzata una dettagliata ricognizione delle diverse realtà esistenti in merito alle singole prestazioni ed agevolazioni esistenti nei vari comuni, anche in funzione dell’esigenza di una maggiore omogeneizzazione dei trattamenti, quantomeno all’interno delle Associazioni di Comuni.

3)          REGOLAMENTI COMPRENSORIALI DI ASSISTENZA ECONOMICA    CON APPLICAZIONE DELL’ ISEE: va realizzata una verifica della concreta e corretta applicazione degli accordi realizzati a livello dei distretti mentre va portata a rapida conclusione il confronto attuativo con i Comuni che non hanno ancora recepito o deliberato l’applicazione dei suddetti accordi per l’ISEE.

4)          PIANI DI ZONA: va prevista la partecipazione delle OO.SS. dei pensionati, quali portatori di bisogni, ai gruppi di lavoro nei momenti finalizzati al monitoraggio e all’elaborazione di proposte, Mentre va rivendicata la partecipazione ad un tavolo di confronto e di trattativa come momento di negoziazione politica prima della definizione concertata dei piani di zona.

5)          PIANI PER LA SALUTE : va realizzata la partecipazione attiva e progettuale ai gruppi di lavoro e va sviluppata in concreto la proposta delle OO.SS. dei pensionati relative al progetto “invecchiare bene in salute”. In tale contesto va promossa la cultura di uno stile di vita armonico con l’alimentazione e l’ambiente in cui viviamo.                                                                         

Occorre prevedere, sia nei piani di zona che nei piani per la salute, momenti di verifica dell’attuazione dei progetti.

6)          POLITICHE ABITATIVE:

a)    edilizia abitativa pubblica: va prevista la costruzione di mini alloggi per anziani e abitazioni protette per persone anche solo parzialmente non autosufficienti con l’obiettivo della domiciliarità e della continuità a svolgere le proprie relazioni personali.

b)    nell’assegnazione degli alloggi va tenuto conto della peculiarità della condizione delle persone anziane.

c)     va favorito anche l’impegno dell’iniziativa privata per realizzare alloggi con canone accessibile agli anziani, attraverso norme incentivanti sull’ICI e sugli oneri di urbanizzazione o altre forme tese a ridurre i costi di progettazione e di eventuali adattamenti strutturali finalizzati allo scopo.

d)    va previsto il ripristino di un congruo fondo-contributo per l’affitto sia da parte del governo che da parte degli Enti locali per quanto di rispettiva spettanza;

7)          ANZIANI ASSISTITI A DOMICILIO

a)    assistenti domiciliari: non è sufficiente la sola formazione linguistica, ma occorre monitorare il fenomeno e realizzare un momento di collaborazione con le famiglie per consentire  una formazione che ne promuova e arricchisca la professionalità;

b)    va previsto un contributo per famiglie a basso reddito e in condizioni di disagio sociale con anziano assistito da assistenti familiari. (ad es: detraibilità fiscale delle spese sostenute; rimborso dei contributi INPS ecc)

c)     all’interno della rete dei servizi devono essere previsti  SERVIZI DI SOLLIEVO E DI AFFIANCAMENTO ALLE FAMIGLIE anche attraverso la realizzazione di:

-         gruppi di auto-mutuo-aiuto per le famiglie con anziani non autosufficienti e/o affetti da patologie invalidanti riconosciute dalla casistica del SSN;

-         consulenza e sostegno psicologico alle famiglie.

 

IPAB:

 1)     Obiettivi : contenimento delle rette – qualità del servizio – qualità del lavoro

2)     Riordino – processo importante che segnerà il futuro dei servizi alla persona soprattutto gli anziani. Occorre istituire un monitoraggio costante sugli sviluppi del percorso in sinergia con le Confederazioni e le categorie interessate;:

3)     Sviluppo della rete dei servizi per anziani non autosufficienti.

RSA/case protette (unica tipologia residenziale di diversi livelli di intensità assistenziale e di tipologia di ricovero: di sollievo, medio, prolungato).

4)     RUG: essendo lo strumento sperimentale con cui viene misurata la qualità del servizio e il benessere delle persone anziane ricoverate in struttura, il suo utilizzo non può prescindere dal coinvolgimento delle OO.SS. dei Pensionati anche per verificarne il corretto utilizzo.

 PREVIDENZA

 1)     Invalidità civile e indennità di accompagnamento: continuare a monitorare i tempi per il riconoscimento dell’invalidità civile e l’erogazione dell’assegno di accompagnamento.

2)     Va realizzato un compiuto protocollo di relazioni sindacali con l’INDAP.

  AZIENDA SANITARIA LOCALE

  RUOLO DELL’AUSL DI RAVENNA E L’INTEGRAZIONE FRA I TRE PRESIDI OSPEDALIERI: la programmazione deve esprimere la capacità di fornire risposte omogenee e pari qualità dei servizi a tutti i cittadini della provincia.

  1)     Governo delle liste di attesa – specialistiche ambulatoriali – CUP - ricoveri ospedalieri. L’AUSL deve mantenere l’impegno contenuto nel PAL di presentare alle OO.SS un progetto di riorganizzazione per l’accesso delle prestazioni  e dei servizi finalizzato ad una drastica riduzione dei  tempi di attesa.

2)     Medicina di gruppo. E’ necessario incentivarne la costituzione nei distretti per consentire una più ampia fruizione del servizio di base, realizzando nel contempo un forte intreccio tra ospedale e territorio. Ciò anche in relazione alla gestione del Pronto Soccorso – codici bianchi – (prestazioni che non hanno carattere di urgenza) ma che affaticano ed intasano il pronto soccorso e che potrebbero essere risolte negli ambulatori di medicina di gruppo.

3)     Centri unici di prenotazione CUP. Vanno sperimentate su tutto il territorio provinciale prenotazioni telefoniche, sedi di prenotazioni come per la zona del mare in alcune farmacie in punti strategici dei paesi. Vanno previste inoltre modalità di consegna dei referti a domicilio a mezzo posta e/o via e-mail al medico che ha effettuato la prescrizione.

4)     Appropriatezza delle prescrizioni. va sollecitata l’AUSL a promuovere una larga campagna di informazione e di educazione sull’appropriatezza delle prescrizioni. Di tale campagna vanno resi partecipi tutti i medici, anche attraverso il coinvolgimento diretto delle loro Associazioni sindacali e professionali.

5)     Lungo degenze. La lungodegenza si deve qualificare per la gestione di pazienti con programmi terapeutici e riabilitativi complessi. Occorre completare la rete aziendale delle lungodegenze in adeguamento agli standard regionali per soddisfare la domanda in modo omogeneo sui tre distretti.

6)     Geriatria. Va rivalutata la funzione geriatrica in ambito ospedaliero, oltre ad una maggiore integrazione e scambio professionale  tra i geriatri, i medici di base e i medici degli altri reparti ospedalieri. Occorre sviluppare il progetto post-acuzie.

7)     L’AUSL e gli Enti locali devono farsi promotori  di programmi integrati socio-sanitari di prevenzione e di supporto per l’anziano fragile.

8)     In collaborazione con il dipartimento di sanità pubblica dell’AUSL va impostata una campagna di informazione e di indirizzo ai consumi e sulla sicurezza alimentare con  azioni di controllo e modalità di sorveglianza nutrizionale. 

Le OO. SS., qualora non si sbloccasse in senso positivo il confronto con l’AUSL sui suddetti argomenti, debbono prevedere di mettere in campo iniziative e mobilitazioni confederali o di categoria.

  ASSEGNO DI CURA

  gli obiettivi da perseguire in merito sono:

-         il totale utilizzo delle risorse messe a disposizione per tale titolo;

-         criteri meno restrittivi nell’adozione dello strumento;

-         la trasparenza e l’omogeneità da parte dei criteri adottati da parte degli operatori sociali in tutte le realtà della provincia;

-         l’attuazione di un omogeneo regolamento regionale che preveda linee di indirizzo codificate;

-         l’effettiva fruibilità dell’assegno di cura a sostegno dei portatori di Handicap:

 POSTI LETTO CONVENZIONATI

  Va concretamente realizzato l’obiettivo di posti letto istituzionalizzati corrispondente  all’effettivo fabbisogno, anche  per consentire alla realtà provinciale di Ravenna di rientrare nei parametri della legge regionale che prevede il 4% di posti letto in rapporto agli anziani ultra75enni. Ciò anche per fornire concrete risposte in tempi più rapidi alle lunghe liste di attesa.

 

P/ SPI CGIL                                  P/ FNP-CISL                         P/ UILP-UIL
Ravenna 21 luglio ’04

 

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