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LA NUOVA IRPEF 2003

Benefici fiscali per lavoratori e pensionati

grazie al Patto firmato dalla Cisl

Buoni risultati ma molto resta da fare

 

La legge Finanziaria 2003 è stata  approvata dal Parlamento il 23 dicembre scorso.

Una delle (non molte) note positive della stessa riguarda la nuova Irpef per il 2003, l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

Le modifiche apportate sono l’applicazione (parziale) di quanto concordato da Cisl e Uil con il Governo e le Associazioni Imprenditoriali nel Patto del 5 luglio scorso.

Nel Patto si quantificarono gli sgravi IRPEF in 5.5 mld di euro e si stabilì  la loro concentrazione sui redditi medio-bassi cioè fino a 25.000 euro annui.

Si stabilì inoltre che si sarebbero tutelati i redditi familiari e si sarebbe affrontato il problema dei contribuenti con redditi minimi, già oggi esenti da tassazione (perché incapienti) e, conseguentemente, non beneficiari di ulteriori abbattimenti dell’Irpef: questi due problemi la finanziaria non li ha  affrontati.

La nuova Irpef va in vigore dal 1° gennaio 2003 per cui i conseguenti benefici, per i lavoratori e i pensionati interessati, si sentiranno a partire dalle buste paga e pensioni di questo mese.

Qui sotto esemplifichiamo, per alcuni redditi, la minore Irpef rispetto al 2002.

Successivamente illustriamo gli effetti sui redditi familiari, il problema dell’incapienza,  le  nuove deduzioni e la strada che ci resta da fare.

 

 

REDDITO ANNUO

(euro)

IMPOSTA NETTA 2002*

IMPOSTA NETTA 2003*

RIDUZIONE

IMPOSTA

VARIAZIONE

%

DELL’IMPOSTA

 

LAVORATORE DIPENDENTE SENZA CARICHI FAMILIARI

9.000

15.000

20.000

25.000

1.086

2.573

4.230

5.927

526

2.358

3.951

5.864

-561

-215

-279

-63

-51.6

-8.4

-6.5

-1.1

 

 

 

 

 

 

 

LAVORATORE DIPENDENTE CON CONIUGE E 2 FIGLI

A CARICO

12.500

18.000

22.000

25.000

372

2.043

3.410

4.397

 

0

1.744

3.186

4.334

-372

-299

-224

-63

 

-100

-14.6

-6.6

-1.4

 

 

 

 

 

 

 

 

PENSIONATO CON MENO DI 75 ANNI SENZA CARICHI FAMILIARI

7.500

12.000

16.000

20.000

375

1.826

2.914

4.230

0

1.568

2.771

4.065

 

-375

-258

-143

-165

-100

-14

-5

-3.9

*CON ADDIZIONALE REGIONALE MINIMA DI TUTTE LE REGIONI (0.9%)

 

Gli effetti sul reddito familiare

 

Gli sgravi previsti per il 2003 non si articolano sui carichi familiari cosicché gli unici interventi a favore della famiglia restano gli aumenti delle detrazioni per carichi familiari già stabiliti nella finanziaria della scorso anno.

Diversi sono gli effetti della nuova IRPEF a seconda della composizione del reddito familiare.  Una famiglia con due redditi di 15.000 euro ciascuno, ad esempio, avrà, nel 2003 un beneficio fiscale (oltre le detrazioni) di 430 euro, mentre una famiglia mono-reddito con entrate pari a 30.000 euro pagherà quasi le stesse imposte del 2002 (il suo vantaggio fiscale è, quindi quello dell'aumento delle detrazioni per carichi familiari del 2002).

Per la Cisl è necessario che questa materia venga modificata, collegando il sistema delle deduzioni anche in relazione ai carichi familiari e non solo per tipologia di reddito.

Il problema dell'incapienza.

 

La legge finanziaria estende l'area esente da imposta a 7.500 euro, area che si amplia ulteriormente in relazione ai carichi familiari.

Per i redditi superiori a tale soglia, continuano a valere le deduzioni e le detrazioni esistenti (tranne quelle relative alle spese di produzione del reddito).

Si ripropone così il  problema dell'incapienza, cioè di spese, sostenute e documentate, che non si possono dedurre o detrarre perché il contribuente non paga imposte.

Per i redditi immediatamente superiori all'area esente, le deduzioni/detrazioni possono ridurre l'imposta fino ad azzerarla. Per i redditi esenti, invece, le spese meritevoli di agevolazioni restano totalmente a carico del contribuente.

Per la Cisl il problema si può affrontare con un trasferimento diretto (una somma di denaro)  individuando le priorità di intervento ad esempio le spese per l'assistenza agli anziani.

 

Le nuove deduzioni

 

La finanziaria individua, per i redditi superiori a 7.500 euro, un sistema di deduzioni articolato per tipologie di reddito.

Una deduzione di base uguale per tutti di 3.000 euro, cui si aggiunge una ulteriore deduzione di 4.500 euro per il lavoro dipendente, di 4.000 euro per il reddito da pensione, di 1.500 euro per il lavoro autonomo.

Mentre la distinzione per il lavoro autonomo è ovvia, la differenza tra lavoro dipendente e reddito da pensione è una novità che determina una disparità  che la Cisl non condivide.

Infatti esiste uno specifico della terza età, che merita una adeguata attenzione, anche fiscale, soprattutto per le fasce di reddito più basse e in relazione ai problemi relativi alla sanità, all'assistenza, alla non autosufficienza.

 

Buoni risultati ma molto resta da fare

 

La Cisl esprime soddisfazione per i primi risultati ottenuti: gli sgravi fiscali della finanziaria sono quantitativamente e per classe di reddito coerenti con gli impegni del patto.

Ma non sono risolutivi di tutti i problemi che una adeguata riforma del fisco dovrebbe affrontare e pongono delicati problemi di equità.

Questa è una riforma pensata dal Governo per premiare i redditi più alti: essa è stata ribaltata, nella sua prima attuazione, dal sindacato.

Restano le preoccupazioni ed i dissensi che la Cisl ha espresso sin dall'inizio sul suo impianto: una riforma concepita in un clima elettorale, rivolta prevalentemente ai ricchi, con costi incompatibili con qualunque pur ottimistica previsione sulla crescita futura; una sorta di manifesto propagandistico in cui non sembrano credere fino in fondo neppure i suoi proponenti a fronte della cruda realtà dei conti dello Stato, dei vincoli europei  e della negativa congiuntura economica.

Per la Cisl l'obiettivo elettorale della più grande riduzione fiscale della storia dovrà attendere e comunque confrontarsi, come è avvenuto, con le parti sociali, perché una riduzione delle imposte sia non solo economicamente, ma anche socialmente compatibile.

Il secondo modulo di attuazione della riforma, pertanto, dovrà ripartire dai redditi immediatamente superiori ai 25.000 euro e affrontare i problemi degli incapienti e dei redditi familiari.

Nota tecnica sulla nuova IRPEF

 

La finanziaria 2003, non solo riduce l'imposizione fiscale per i redditi fino a 25.000 euro, ma modifica strutturalmente l'imposta, cambia le aliquote, introduce un sistema di deduzioni per compensare l'aumento della prima aliquota.

Il sistema di calcolo della nuova IRPEF è più complicato del precedente: con questa nota tentiamo di chiarire ciascuno dei passaggi.

 

Le aliquote 2002

          Milioni di lire

euro

aliquote

 Fino   a   20

Fino a 10.329,14

   18

 Da 20  a   30

Da  10.329,14   a     15.493,71

   24

Da 30  a   60

Da  15.493,71   a    30.987,41

   32

Da 60  a 135

Da  30.987,41   a     69.721,68

   39

 Oltre      135

Oltre                        69.721,68

   45

Le nuove aliquote

euro

aliquote

 Fino   a    15.000

                23

 Da 15.000   a    29.000

                29

 Da 29.000   a    32.600

                31

 Da 32.600   a    70.000

                39

 Oltre                 70.000

                45

Il nuovo sistema di deduzioni

 

Per compensare l'aumento della prima aliquota, viene previsto un sistema di deduzioni, decrescente al crescere del reddito e diversificato  secondo la tipologia di reddito.

Le deduzioni base sono le seguenti:

                                                             3.000 euro per tutti i contribuenti

a questa si aggiunge una deduzione di:

                                                             4.500 euro per il reddito da lavoro dipendente

                                                             4.000 euro per il reddito da pensione

                                                             1.500 euro per il reddito da lavoro autonomo

 

  Queste deduzioni sono godute in relazione al reddito, in modo decrescente.

 

Per calcolare quale percentuale spetta della deduzione base è necessario applicare la seguente formula matematica:

 

26.000 + deduzione - reddito complessivo

--------------------------------------------------  =  aliquota utilizzabile della deduzione

26.000

 

Va precisato che per reddito complessivo si intende il reddito al lordo degli eventuali oneri deducibili, che saranno di nuovo utilizzabili, insieme alla deduzione della finanziaria così individuata, per abbattere l'imponibile, come già avviene attualmente.

Se il risultato del rapporto è maggiore o uguale a 1, la deduzione spetta per intero (il reddito è esente); se è 0 o minore di 0 la deduzione non compete; se è compreso tra 0 e 1, la deduzione compete per l'aliquota definita dal rapporto di cui sopra (0,xxxx) .

 

Primo esempio: lavoro dipendente con  un reddito di 20.000 euro

 Quale sarà la deduzione spettante?

26.000 + 7500 - 20.000

---------------------------------------------- = 0,519

26.000

questo 0,519 è la quota di deduzione spettante. Ora moltiplicando 0.519 per 7.500 si ottiene la deduzione di cui godrà il  lavoratore dipendete in questione.

                              0.519 x 7.500 = 3.894   

 il lavoratore detrarrà 3.894 euro dal proprio reddito (20.000 - 3.894 = 16.106) e 16.106 sarà la base imponibile su cui si applicheranno le aliquote.

Scomponiamo il reddito in due parti 15.000 e 1.106, sulla prima si applica l'aliquota del 23%, sulla seconda si applica l'aliquota del 29%:

15.000 x 23% = 3.450.

  1.106 x 29% =  320

sommando:

 3.450 + 320 = 3.770

3.770 è l'imposta che dovrà pagare il lavoratore con un reddito di 20.000 euro.

 

Secondo esempio: lavoratore con un reddito di 35.000 euro

 Il rapporto previsto dalla formula è minore di zero, cioè è in valore negativo:

 

26.000 + 7.500 - 35.000

----------------------------------------------- =  -0,057

26.000

Poiché il risultato è un numero inferiore a zero non spetta alcuna deduzione; si applicano  le nuove aliquote.

 

La deduzione base spetta, per l'aliquota relativa al reddito, solo se quest'ultimo è inferiore:

·        a 33.500 (26.000 + 7.500) per il lavoro dipendente,

·        a 33.000 (26,000 + 7.000) per il reddito da pensione,

·        a 30.500 (26.000 + 4.500) per il lavoro autonomo.

 In tutti gli altri casi si applicano le nuove aliquote (con le eventuali detrazioni, previste dalla clausola di salvaguardia, per alcune fasce di reddito).

Identica procedura si segue per le altre tipologie di reddito, partendo dalle relative deduzioni base:

·        per il pensionato di 7.000 euro (3.000 + 4.000);

·        per il lavoratore autonomo di 4.500 (3.000 + 1.500);

·        per i redditi che non ricadono in queste tipologie - es. le rendite da immobili-3.000

 

 

La clausola di salvaguardia

 

Essa prevede che nessun contribuente possa pagare più imposta rispetto al sistema attuale.

Il nuovo sistema, aumentando l'aliquota iniziale non sarebbe conveniente per alcune fasce di reddito. Per correggere questo effetto, sono previste le seguenti detrazioni (in euro):  

 


Lavoratori dipendenti

  Da 27.000 a 29.500

  130

  Da 29.500 a 36.500

  235

  Da 36.500 a 41.500

  180

  Da 41.500 a 46.500

  130

  Da 46.500 a 52.000

    25

 

lavoratori autonomi

Da 25.500  a  32.000

     80

 

Pensionati

Da 24.500  a  27.000

     70

Da 27.000  a  29.000

   170

Da 29.000  a  31.000

   290

Da 31.000  a  36.500

   230

Da 36.500  a  41.500

   180

Da 41.500  a  46.500

   130

Da 46.500  a  52.000

     25

 


 

Queste detrazioni si applicano, ovviamente, dopo aver calcolato l'imposta.

Ci sono altri casi in cui il nuovo sistema è più oneroso e non vi sono deduzioni specifiche: in questo caso la clausola di salvaguardia consente di optare per il vecchio sistema.

 

Terzo esempio: reddito di 11.000 euro, derivante  dal solo possesso di immobili

In questo caso la deduzione base spettante è di soli 3.000 euro.

Applichiamo la formula:

 

26.000 + 3.000 - 11.000

----------------------------- = 0,692   ------   0,692 x 3.000 = 2.076 (deduzione spettante)

26.000

 

11.000 - 2.076 = 8.924 (imponibile)

8.924 x 23% = 2.052 (imposta netta)

con l'attuale sistema a questo livello di reddito si applica l'aliquota del 18% fino a10.329 euro e l'aliquota del 24%  sui restanti 671 euro:

10.329 x 18% = 1859

     671 x 24% =   161

 1.859 + 161 = 2020 (imposta netta secondo il sistema vigente)

Per il contribuente in questione è più conveniente optare per l'attuale sistema.

 

Il sistema vigente è più conveniente solo per i contribuenti che sono titolari di rendite e comunque titolari di redditi piuttosto bassi, per i quali pesano le prime aliquote più alte e non sono sufficienti le deduzioni base.

Per  redditi più alti, che ricadrebbero in un aggravio di imposta, sono, come abbiamo riportato sopra, operanti specifiche detrazioni correttive.

 

Conclusioni

 

La CISL  Emilia Romagna, a proposito della Legge Finanziaria 2003, riconosce positivamente i risultati conseguiti sull’avvio della Riforma Fiscale, con la riduzione della imposizione IRPEF per i redditi medio-bassi da lavoro e da pensione. Nonostante questo, ribadisce con forza la contrarietà  alla proposta di riforma fiscale sostenuta  dal Governo, respingendone filosofia e contenuti.

Infatti, riteniamo che quella ipotesi di riforma fiscale, disattendendo ai principi di equità e di progressività del reddito, non solo stravolga il senso della imposizione fiscale medesima, ma non tenga neppure in conto le condizioni famigliari. Esprimiamo inoltre un giudizio negativo per la mancata introduzione del Fondo per la non autosufficienza, all’incapienza ed alla differenziazione per le deduzioni fiscali fra lavoratori e pensionati.

 

Denunciamo, inoltre, come profondamente immorale e politicamente inaccettabile l’uso  generalizzato del condono fiscale.

Infine respingiamo un  modello “fiscale” basato sull’abuso dei condoni perché  moralmente inaccettabili, poiché legittimano l’evasione ed elusione fiscale e aggiungono un altro tassello alla illegalità diffusa.

Il condono nel contempo agisce come “agente di cassa” lasciando invariati i problemi finanziari.

  Bologna gennaio 2003       

 

                        A cura della segreteria Cisl Regionale Emilia Romagna

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