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I PENSIONATI DELLA CISL PARLANO CHIARO AI SIGNORI ONOREVOLI !

Lettera aperta ai Parlamentari della Repubblica Italiana

Onorevoli Deputati e Senatori,

è a tutti voi nota, a qualsiasi gruppo politico apparteniate, di destra, di centro, di sinistra moderata o estrema, la condizione di crescente disagio in cui versano 11 milioni di cittadini italiani anziani.

Ci sono precisamente, 10.853.844 posizioni pensionistiche al di sotto dei 586 euro mensili (di cui, più di 7 milioni, con assegni inferiori ai 400 euro al mese). Dati questi, che potete verificare non presso il nostro sindacato ma presso enti pubblici come l’Inps; o come l’Istat che – secondo i parametri internazionali – fissa la soglia di povertà a 820 euro mensili.

Sapete altrettanto bene che, sulla base del carovita ufficialmente misurato, il potere d’acquisto delle pensioni è stato falcidiato – solo negli ultimi 5 anni – di oltre il 10 per cento. Un dato che non solo si discosta dal carovita reale (ma qui purtroppo, sembra che non vi siano criteri capaci di provarlo scientificamente), ma anche un dato che si deve quanto meno raddoppiare - come ha convenuto il Governatore della Banca d’Italia - per ciò che riguarda i consumi primari essenziali, che sono per altro i soli consumi che 11 milioni di anziani possono permettersi: alimentazione, abitazione, assistenza (la nostra "tripla A", come diciamo tra noi con un pizzico di amara auto-ironia).

Si tratta di situazioni che voi, deputati e senatori, conoscete talmente bene che, sulla base dei correttissimi e scientifici calcoli della Ragioneria generale dello Stato, avete ultimamente stabilito un aumento automatico del 12,4 per cento dei vostri emolumenti.

Noi non facciamo demagogia populistica su tali aumenti che sono legali: nel senso che corrispondono a precise norme formulate a vantaggio di magistrati, avvocati dello Stato e categorie consimili di cittadini di Prima serie: norme alle quali sono "agganciati" i vostri trattamenti.

Ma alla vostra buona memoria di legislatori non deve sfuggire un’altra norma: il DL 503/1992, art.11, comma 2. Si tratta di una norma disattesa da tutti i governi, di qualsiasi maggioranza e colore, succedutisi negli ultimi 10 anni. Una norma che non fissa alcun adeguamento automatico per milioni di pensionati, a differenza di quella che vi riguarda. Ci mancherebbe altro! Ma che prospetta una "contrattazione" prima della sessione parlamentare annuale di bilancio(la Finanziaria) per fare compartecipare anche gli anziani alla crescita della ricchezza nazionale, quando e se essa si verifichi: e dunque, un fatto del tutto simbolico, in tempi di "crescita zero" e di recessione. Ma di grande valore morale per i "vecchi", che ai simboli continuano a credere!

Va da sé che non possiamo nascondere (proprio alla vostra sagacia) che, come ad ogni principio d’anno, anche nel gennaio scorso gli assegni pensionistici hanno "beneficiato" di una rivalutazione automatica media di quasi 10 euro al mese (18 mila delle vecchie lire, per la precisione). E questo è tutto!

Egregi Deputati e Senatori,

è inutile dirvi quanto – responsabilmente verso i valori della Democrazia che ci ostiniamo a coltivare – il nostro sindacato si adoperi per contenere lo "sdegno" dei suoi rappresentati che, nella loro giusta e comprensibile esasperazione, spesso non vanno troppo per il sottile, nel giudicare gli Eletti dal popolo.

Vi chiediamo però di utilizzare, con una certa dose di coraggio civico e politico, l’occasione della prossima discussione della Legge Finanziaria che approverete entro il 31 dicembre. E’ quella la circostanza nella quale potrete dimostrare l’impegno che il Parlamento, in tutti i suoi banchi, da destra al centro e a sinistra, sa mettere in campo quando si tratta di ascoltare non le lobby degli interessi forti ma la voce dei più deboli.

Con l’occasione dovreste anche rimediare a una clamorosa discriminazione fiscale che avete fatto l’anno scorso a danno dei pensionati. Parliamo della cosiddetta "area esente da tassazione" (no tax area) fissata a 7.500 euro/anno per tutti i lavoratori dipendenti ma abbassata a 7 mila per i pensionati. Cosa questa che ha comportato per noi una penalizzazione aggiuntiva mediamente pari a 110 euro.

E’ un auspicio ed un augurio, questo, che facciamo innanzi tutto per i nostri associati e rappresentati. Ma, non di meno, per le sorti ed il futuro della Democrazia italiana che sappiamo starvi a cuore, almeno quanto le prospettive di rielezione nella prossima Legislatura.

 

I pensionati della Fnp-Cisl