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HOME RAVENNA FAENZA LUGO Documento Unitario regolamento assistenza economica e sociale per il Consorzio Servizi Sociali........

 

Intesa tra Comitato di Distretto, Enti gestori, Azienda sanitaria locale.

 OO.SS. dei pensionati

sulla rete dei servizi per gli anziani del Distretto di Ravenna, Cervia e Russi

 

La promozione della salute e del benessere psicofisico degli anziani e la tutela delle persone anziane non autosufficienti rappresentano, da tempo, una priorità nelle politiche di welfare territoriale adottate nel Distretto di Ravenna, Cervia e Russi. In questi anni, in applicazione della Legge Regionale n. 5/94, e successive direttive, nonché attraverso la sottoscrizione e l'attuazione del 1° Accordo di Programma tra I'ASL, i Comuni, e le IPAB, la costituzione del SAA, le intese sottoscritte tra i Comuni e le Organizzazioni Sindacali dei pensionati, è stato possibile realizzare una rete vasta e capillare di risposte sociali e servizi socio assistenziali integrati a favore della popolazione anziana, incentrati sulla qualità delle prestazioni e la loro capillarità.

I Piani sociali di Zona, i Piani della Salute e la programmazione annuale delle attività del Distretto Sanitario costituiscono ulteriori strumenti dove il patto sociale fra i vari attori presenti sul territorio trova una naturale collocazione.

Con la sottoscrizione del 2° Accordo di Programma tra gli enti titolari delle funzioni assistenziali e socio sanitarie in materia, Comuni del Distretto, ASL, IPAB, è necessario produrre un ulteriore sforzo di qualificazione ed integrazione dei servizi nonché delineare un livello più avanzato di confronto e concertazione con le OO.SS..

La presente intesa, in questo senso, tende a delineare ed a pianificare un quadro di relazioni sindacali che, nel rispetto delle differenze dei ruoli e funzioni tra i soggetti sottoscrittori, si fonda sulla costante informazione e sulla verifica dell'applicazione dell'Accordo dì Programma e sulle azioni promosse dalle istituzioni del Distretto in materia assistenziale.

Le parti convengono quindi di adottare una metodologia relazionale orientata dai seguenti criteri:

a)      Individuazione della sede distrettuale quale riferimento unitario per la verifica dell'Accordo di Programma e delle iniziative in campo socio assistenziale adottate dai Comuni singoli e dalle IPAB, in quanto diretta espressione dei Comuni stessi;

b)      Istituzione di un tavolo di concertazione con i livelli istituzionali e confronto permanente a livello territoriale con la presenza di tutti i soggetti (AUSL, Comune, IPAB, Consorzio, OO.SS) al fine di garantire un governo integrato dei servizi, garantire omogeneità negli interventi, equità nella loro erogazione, qualità dei servizi e delle prestazioni.

Per quanto attiene al 2° Accordo di Programma, per la gestione integrata delle attività sociali e sanitarie in favore della popolazione anziana, sia in relazione alla sua attuazione che al valore generale che viene ad assumere coinvolgendo in maniera sostanziale gran parte delle problematiche socio assistenziali e sanitarie, si conviene quanto segue:

  1. Qualificare ulteriormente le strutture residenziali e la loro gestione attraverso:

·        lo sviluppo di tutte le azioni che, in coerenza con le indicazione del “Piano di Azione a favore degli anziani della Regione Emilia Romagna”, siano in grado di affrontare la complessità e le profonde diversità (situazioni e bisogni diversi) che caratterizzano la popolazione anziana e siano capaci pertanto di dare risposte adeguate e differenziate, mettendo in campo metodologie e strumenti nuovi anche sotto il profilo culturale. La rete dei servizi rivolti agli anziani viene, in definitiva, contestualizzata nell’ambito di un approccio globale ed integrato che affronti i problemi del welfare locale, delle loro abitazioni, delle loro cure, dei servizi e più in generale della vita. Nel quadro più generale così definito sono, in particolare, evidenziati i seguenti aspetti: miglioramento della qualità dei servizi attraverso la corretta applicazione delle linee guida regionali, nonché di adeguati piani di formazione professionale del personale operante nelle strutture residenziali e nell’assistenza domiciliare integrata, in grado di coinvolgere anche gli operatori assistenziali che al momento dell’effettuazione dei corsi non hanno rapporto di impiego.

·        Il coinvolgimento coordinato di tutte le forze che nella società sono in grado di fornire positivi apporti affinché la persona anziana mantenga il più a lungo tempo possibile un ruolo attivo, una vita indipendente e una più lunga possibile permanenza presso il proprio ambiente familiare; associazionismo e volontariato possono pertanto fornire contributi sostanziali, se coinvolti nei progetti assistenziali, integrando e non sostituendo l’intervento pubblico.

·        L’adozione di interventi sostanziali per superare il problema della carenza di personale infermieristico, al fine di mantenere i livelli di qualità delle risposte assistenziali, così come previsti dalle indicazioni normative regionali.

·        La qualificazione delle lungo degenze e della riabilitazione nella garanzia di un percorso integrato dall’ospedale al domicilio, anche sotto il profilo più generale della assistenza non infermieristica, orientata al recupero funzionale; la lungo degenza deve intensificare l’assistenza non sanitaria con lo scopo di evitare alle famiglie il ricorso a forme di assistenza integrativa a proprio carico.

  2. Sviluppare, qualificare ed integrare ulteriormente i servizi di assistenza domiciliare attraverso:

·   l'integrazione progettuale ed operatività del progetto anziani della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna monitorandone costantemente l'attuazione, in particolare la qualità del servizio e la formazione del personale addetto;

·   l’individuazione di tutte le azioni ritenute necessarie per conoscere e valutare la situazione delle “badanti” all’interno delle famiglie, dopo la regolarizzazione.

·   lo sviluppo di azioni e progetti integrati a sostegno delle famiglie.

·   la valorizzazione di tutte le azioni mirate all’ampliamento ed allo sviluppo delle iniziative atte a mantenere la persona anziana e non autosufficiente nel proprio abituale contesto di vita, riconoscendo in pieno alle famiglie che si impegnano in tal senso, il valore dello sforzo assistenziale da esse sostenuto nei confronti dei propri congiunti; l’assegno di cura (nei confronti della non autosufficienza ed handicap) rappresenta una opportunità della rete dei servizi indirizzata al mantenimento dell’anziano presso il proprio domicilio e pertanto è ritenuta una rete di assistenza di cui prevedere l’ampliamento.

·   la realizzazione di centri di ascolto e gruppi di auto-mutuo aiuto per le demenze;

·   Il coinvolgimento, nei rapporti di carattere convenzionale, delle associazione del volontariato, per le ipotesi di sviluppo dei servizi di volontariato a domicilio.

·   l’individuazione di forme di gestione delle strutture che favoriscano lo sfruttamento delle sinergie positive e l’utilizzo ottimale delle risorse.

  3. Doveri di informativa nei confronti delle OO.SS. dei pensionati

  ·  In forza del presente accordo le parti interessate si impegnano a fornire alle OO.SS. il quadro sinottico della situazione dei posti convenzionati negli anni 2001, 2002 e 2003, la definizione degli obiettivi del 2004 e gli aggiornamenti periodici concordati fra le parti firmatarie in merito agli argomenti indicati nel presente punto.

·  Il controllo e la verifica dei costi di gestione delle Strutture convenzionate, per perseguire una maggiore efficienza ed efficacia gestionale e un contenimento del costo delle rette.

·  L’informazione trasparente alle OO.SS. (con riferimento ai bilanci annuali delle strutture) dei costi che generano le rette dei servizi residenziali e semi residenziali e delle quote dei costi socio sanitari che rimangono a carico degli utenti.

·  Garantire omogeneità di 'trattamento ed equità nell'accesso alla rete e nei costi del servizio attraverso:

·  la garanzia di accesso ai servizi decentrando al massimo i punti di contatto (farmacup; medicina di gruppo);

·   la messa in rete e la spedizione delle analisi (domicilio o in modo computerizzato al medico di base).

  4. Miglioramento dell’accesso alle prestazione, attraverso:

·  la garanzia di entrata ai servizi, decentrando al massimo i punti di accesso alle prestazioni: farmacup e medicina di gruppo.

·  Messa in rete e spedizioni delle analisi a domicilio, in via informatica o al medico di base.

·  Rispetto dei tempi di attesa per fruire delle prestazioni ambulatoriali specialistiche, nei termini indicati dalle normative nazionali e regionali.

·  Costante monitoraggio della procedura di concessione degli assegni di accompagnamento.

  5. Garanzia ed intensificazione della rete dei trasporti socio-sanitari, attraverso:

·  l'analisi della situazione del ravennate per arrivare a formulare un progetto a livello di delegazioni comunali a Ravenna, Cervia e Russi che preveda:

a)      la creazione di servizi di trasporto con pulmini o taxi collettivi per facilitare la mobilità nell'accesso ai servizi alle persone anziane o con disabilità;

b)     lo sviluppo di convenzioni con la previsione di incentivi ai taxi che 

    favoriscono il trasporto collettivo;

c)      la ricerca di un accordo con la Pubblica Assistenza e Aziende di trasporto per facilitare la mobilità delle persone svantaggiate ed anziane.

  6. Garanzia dello sviluppo delle politiche di edilizia residenziale pubblica

l’impegno a facilitare la mobilità e la socializzazione delle persone anziane attraverso l’abbattimento delle barriere architettoniche e la costruzione di alloggi protetti. Spesso gli anziani, sia negli alloggi residenziali pubblici che nelle private abitazioni, non sono facilitati per problemi logistici legati alla struttura. L’abbattimento delle barriere architettoniche e la costruzione di alloggi protetti faciliterebbe all’anziano o allo svantaggiato la partecipazione alla vita sociale.